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"LA FESTA DELL'UVA"
 
Capoliveri - Spazio Ipotesi > 2-4/10/2009
 
 

L’associazione Ipotesi – officina fotografica elbana  giunge  all’ultimo appuntamento della stagione 2009 allo “Spazio Ipotesi” a Capoliveri con la mostra forografica “La Festa dell’Uva” di Alessandro Beneforti, che sarà inaugurata venerdì 2 ottobre alle ore 21.00.

Le fotografie in esposizione sono il frutto dei reportage che Beneforti ha effettuato durante le ultime quattro   edizioni della manifestazione. 

Quella proposta è una selezione di scatti legati fra loro dall’interesse per la ritrattistica, le relazioni sociali, l’interpretazione delle tradizioni locali e della storia. Una costruzione di un  percorso visivo basato sul tema predominante della fotografia sociale.

Non troverete l’imparziale rappresentazione dei quattro rioni in gara, ma una visione che predilige la costruzione compositiva e cromatica e che mette  al centro le persone, i quadri viventi, le scene corali, i particolari allegorici in cui si stratificano i contenuti di una manifestazione unica e partecipata.

 

Alessandro Beneforti (già autore del libro L’Elba tra il granito e il cielo – Elbareport editore 2005) ha esposto quest’anno nello Spazio Ipotesi il lavoro B-Side (pubblicazione dell’associazione Ipotesi in collaborazione con l’Apt).

La mostra rimarrà aperta fino a domenica 4 ottobre (orario di sab e dom: 16-23). L’ingresso è libero.

 

 

 
 
 
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MY EYES >
 
Capoliveri - Spazio Ipotesi > 18-6-09/01-07-09
 
My Eyes  T.F.R. (Trascrizione Fotografica Romant-onirizzata) di visioni elbane. Anticipazione del nuovo progetto inserito nell'ambito di B-Side "Ricerche fotografiche sull territorio elbano" - Officina Fotografica Ipotesi -   "My Eyes” è  una rappresentazione. Un film fotografico. Estrapolazione dall'insieme in un contesto attiguo spogliato dell’inutile e dell’ambiguo. Elementi della natura  protagonisti dell’altra faccia della cartolina. Assonanze cromatiche e geometriche. Sogni e desideri, ipotesi suggestive, proiezioni e desideri sono così mescolati attraverso un uso semplice dei nuovi linguaggi di comunicazione e di manipolazione dellle immagini, fermo restando il soggetto che rimane elemento immutabile e non modificabile, che così collocato trasmette tutta la sua forza e grandezza. Ricerca estetica  di forme, colori e storia,  che ci circondano da sempre, ma che sono ormai nascosti da percorsi turistici prestabiliti e si perdono nella  routine della quotidianità. I “Miei Occhi” scrutano, ricercano e si incuneano nei frammenti del territorio spesso violentato o abbandonato a se stesso,  e cercano di riportare in primo piano l’essenza stessa della bellezza degli elementi  che lo costituiscono.  In questo contesto vengono poi inseriti i sogni e le visioni che elaboro osservando muri, superfici, cieli e mari che diventano lo specchio su cui inserire o sostituire fra di loro gli  scatti fotografici al fine di creare un opera che trasmetta tutto l’intenso che ci circonda. 

LOCANDINA my eyes 24 cm.jpg

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VISIONI >
 
CAPOLIVERI 27 AGOSTO 9 SETTEMBRE
 
L’ Assessorato alla Cultura del Comune di Capoliveri, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Provincia Livorno, della Regione Toscana, del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e la sponsorizzazione di UniCoop Tirreno, lunedì 27 agosto nel centro storico di Capoliveri a partire dalle ore 19 inaugura “Visioni. Trasformazioni contemporanee”: nove diversi progetti fotografici firmati da altrettanti artisti che vivono su questa isola. In mostra fino al 9 settembre (ogni sera dalle 21 alle 24) i primi esiti di un progetto di ricerca visiva che da più di un anno ormai si propone di esplorare le diverse identità del territorio di Capoliveri, attraverso la fotografia d’arte, evidenziando la ricchezza di produzione artistica dell’Elba. L’obbiettivo è quello di riscoprire le verità e i significati di un contesto territoriale e culturale spesso schiacciato da identificazioni dominanti.

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in mostra: Movie-Menti - Alessandro Beneforti

La fotografia ferma un istante in un immagine che dona a chi la vede una storia, attraverso gli occhi ed il pensiero dell’autore; l’immagine è tanto più ricca ed espressiva quanta più storia ed emozioni possiede dentro; la foto contiene lo stato d’animo dell’autore, contiene il suo punto di vista sulla realtà bloccata, contiene la forma ed i colori che predominano la visione di quel momento.

Una storia in un movimento stoppato, un immagine che parla e descrive ciò che è accaduto prima e lascia immaginare ciò che accadrà immediatamente dopo… un micro film (Movie) , un mini-cortometraggio racchiuso in un fotogramma. Questi sono solo alcuni dei punti fermi del mio lavoro sviluppato sul territorio di Capoliveri attraverso le fotografie scattate nell’anno 2006, prevalentemente durante il campo solare estivo per i bambini, alla festa dell’Uva e alla processione del Venerdì Santo. Momenti di aggregazione sociale di un territorio in trasformazione dominato da un economia ormai dipendente dal turismo che sviluppa contaminazioni incontrollate ed incontrollabili a discapito di chi anacronisticamente ritiene l’isola patrimonio solo degli elbani. La mia ricerca si sviluppa in prevalenza  attraverso una tecnica che abbina l’uso del flash seguito da un esposizione con luce naturale in uno scatto che fissa contemporaneamente movimento e fermo-immagine, con un risultato che mischia  appunto movimento e staticità cercando di dare risalto ai soggetti protagonisti della storia senza però bloccarne la narrazione.

In questo contesto adoro l’uso di focali estreme  (grandangolo spinto e teleobbiettivo) nella ricerca di angolazioni ed inquadrature sconosciute o poco usuali  all’occhio umano. Lo chiamerei  “Estremismo –obbiettivistico”, che porta la mente ad avere una visione completa e definita di ogni sfumatura della scena (e della vita..) per poi riprenderne il suo lato migliore: la continua disponibilità dello sguardo, l’attrazione fatale a ciò che di più bello ci circonda e la curiosità senza limiti portano inevitabilmente ad incontrarsi con qualcosa di irripetibile e di “luminoso”. 

Del resto cosa si può chiedere ad un elettricista-fotografo, se non di “fare luce” su ciò che ci resta un poco oscuro ?

A contorno di tutto ciò, ci sono anche due eleborazioni digitali per raffigurare, pre-raffigurare, augurare, e suggerire una visione possibile di alcuni luoghi del paese (surreale quella  della piazza in festa, architettonica e pittorica quella del finto-murales) e per valorizzare anche questa forma di espressione frutto di tecnologie ormai consolidate ed alla portata di tutti.

 

Alessandro Beneforti

 

 



in mostra
Emotional Landscapes Frattali Working class hero
Gli occhiali d’oro
Dentro e fuori di me
IL MIO CAMPO di
Fiona Buttigieg
LINEA DI CONFINE di Marco Barretta
LA MIA ISOLA di Manuela Bassotti
L’ANIMA DELLA CALAMITA di Antonello Marchese
AUTOCTONO di
Andrea Lunghi STRUTTURE di
Angela Galli
PAESE MIO di Francesco Pinotti
VICOLI NEL BLU di Alessandra Ribaldone


 luogo la mostra si sviluppa lungo un percorso che unisce diverse sedi espositive collocate nel centro storico di Capoliveri. Nella chiesetta di San Gaetano, in p.zza Garibaldi, le personali di Ribaldone e Marchese. Al Centro Giovani, in via Tito Speri, le personali di Bassotti e Pinotti. All’Atelier Galli, in vicolo Cincinnato, Galli e Barretta. Al Museo Mergenthal, in via Roma, Buttigieg, Beneforti e Lunghi.

Il progetto di ricerca nasce nell’estate del 2006 in occasione del rinnovo redazionale del periodico d’informazione dell’amministrazione comunale, Capoliveri Oggi, ed è basato sul lavoro di gruppo. Attraverso il confronto di sensibilità, idee, visioni di artisti che vivono all’Elba, cerca di fare emergere la pluralità di sensi in un ambito geografico e in un periodo storico precisi. Capoliveri. Oggi.

 I fotografi sono stati invitati dall’Amministrazione Comunale a sviluppare un proprio percorso di avvicinamento alla realtà capoliverese. Le loro ricerche si concentrano su alcuni caratteri della realtà attuale, proponendo un approccio artistico personale ad un mondo ricco di suggestioni, contraddittorio, in evoluzione.

 I fotografi interpretano liberamente il tema della trasformazione urbanistica, culturale e sociale del territorio. Le tecniche utilizzate sono diverse: vanno dalla sperimentazione in camera oscura per il bianco e nero alla digital art, alla produzione di video installazioni.

 Nasce così un laboratorio spontaneo di fotografia, dedicato alla capacità di vedere, alla percezione diversa del reale, alla visionarietà dello sguardo, rivolto ad un ambito culturale e territoriale in gran parte da ricostruire, che vuole dare spazio ai molti artisti che vivono all’Elba. Nel laboratorio sono stati presentati i singoli progetti e si è creato un efficace scambio di idee. Un confronto aperto sui temi da cui sono scaturite le sezioni della mostra.
C.L.

 

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 Sala "Telemaco Signorini" -Portoferraio- dall'8 all'11 marzo 2007

Fiona Buttigieg e Alessandro Beneforti

Presentano:  "la donna la donna la donna… oh l’omo! "

Due sguardi incrociati sull’altra metà della mela. Due progetti fotografici indagano aspetti sociali e privati dell’universo femminile e maschile.

In occasione dell’8 marzo Fiona Buttigieg e Alessandro Beneforti  - che da qualche tempo hanno instaurato un prolifico sodalizio artistico - presentano alla sala Telemaco Signorini il proprio punto di vista sugli uomini e sulle donne. Ne esce un interessante confronto tra visioni complementari, quelle di una donna sull’universo maschile e di un uomo sull’universo femminile. In mostra, due indagini artistiche che alludono alla ricerca di un (possibile?) trattato di non belligeranza tra mondi distanti. Per suggerire “che se le relazioni tra i due sessi non vanno insieme, non se ne esce”, parola di Beneforti.

Algida e analitica, Buttigieg esplora le abitudini di amici, giovani scrittori, tatuatissimi rocker americani durante le intime operazioni di toilette. I suoi scatti inducono alla riflessione sul mito del machismo e gettano un intenso fascio di luce su quello che un uomo spesso non dice di sé. La mostra "Boys Will be Boys",  che ha già fatto il giro del mondo, è presentata per la prima volta all’Elba.

Dai tanti viaggi tra India e Nepal, Indonesia e Vietnam, Tunisia e Italia, Beneforti propone una selezione di ritratti femminili a tinte forti, che denunciano evidenti diseguaglianze sociali e miserie mai urlate. Sguardi che riflettono l’anima, colori saturi e scintillanti restano la cifra stilistica di un occhio attento e sensibile, che rivela l’ineffabile bellezza insita nella banalità del quotidiano.

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Contaminando _ Agosto 2005

Contaminando - 2005.JPG

         
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